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Il segnale radar relativo ad un bersaglio è caratterizzato da due valori: ampiezza e fase.
L’ampiezza individua la parte di campo elettromagnetico incidente riflessa verso il sensore. Nelle immagini radar di ampiezza appaiono particolarmente luminose le strutture metalliche (tralicci, antenne, linee ferroviarie), mentre bacini d’acqua e strade sono solitamente poco luminosi: essi sono caratterizzati infatti da fenomeni di riflessione speculare in cui la porzione di campo riflessa verso il satellite risulta molto contenuta.
Le immagini di ampiezza non sono di immediata interpretazione a causa del caratteristico rumore di speckle. Lo speckle appare visivamente nella forma di un rumore “sale e pepe” che affligge l’immagine SAR, ma non è sintomo di bassa qualità della stessa, bensì è una caratteristica inevitabile indotta dall’interazione dell’impulso elettromagnetico con il terreno. Infatti ogni cella di risoluzione può contenere molti elementi riflettenti, ciascuno dei quali reagisce in modo indipendente con l’impulso proveniente dal radar. I contributi dei vari elementi si sommano ora in modo costruttivo, ora in modo distruttivo, dando luogo a valori molto diversi di riflettività, anche per pixel che appartengono a una stessa tipologia di superficie.
Ѐ possibile ridurre l’effetto dello speckle mediante opportune tecniche di filtraggio dei dati SAR, la più semplice delle quali, se si dispone di una serie di immagini della stessa area acquisite dallo stesso sensore in istanti diversi, consiste nel mediarne i valori di ampiezza. L’immagine media così ottenuta è comunemente detta MIR (Multi-image Reflectivity map).
In Figura 5, si mostra un’immagine di ampiezza e una MIR (è stato utilizzato un dataset di 60 immagini) sulla stessa area di interesse.
La fase racchiude l’informazione più importante ai fini delle applicazioni interferometriche: la distanza sensore-bersaglio. I termini che contribuiscono alla fase di una singola immagine SAR sono molteplici. I principali sono: un termine dovuto alla riflettività del bersaglio (dipendente dal materiale e dalla sua geometria), un contributo dovuto all’atmosfera, la distanza sensore-bersaglio e un inevitabile rumore proprio del sistema di acquisizione.
La fase del segnale risente molto dei cambiamenti nell’atmosfera, attraverso cui viaggia; per esempio è influenzata dal contenuto di umidità dell’aria (e quindi dalla presenza di nuvole, nebbia, pioggia). E questi effetti sono tanto più evidenti nelle zone tropicali rispetto a quelle aride.
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