Solo in presenza di una buona coerenza tra le immagini, si possono osservare le frange interferometriche. Quando l’area rilevata dal radar in passaggi successivi, mantiene caratteristiche omogenee in termini di riflessione dell’onda elettromagnetica, ovvero l’interazione con l’impulso radar è sostanzialmente la stessa mano a mano che il satellite sorvola l’area in oggetto, si usa parlare di area coerente. Un’area coerente permette la generazione di interferogrammi di buona qualità; inoltre solo con buona coerenza si possono effettuare misure interferometriche attendibili.
La coerenza di un interferogramma è una caratteristica misurabile, ed è un parametro compreso tra 0 ed 1, valori estremi che individuano, rispettivamente, un interferogramma del tutto privo di coerenza, ed un interferogramma totalmente coerente. Questo parametro riveste una grande importanza in tutte le applicazioni interferometriche.
Molti fattori concorrono a determinare il grado di coerenza di un generico interferogramma, in particolare:
- La topografia: pendenze molto forti con orientamento sfavorevole portano a bassa coerenza.
- Caratteristiche peculiari del terreno (forte assorbimento dell’impulso radar, forte sensibilità dei ritorni radar a piccole variazioni della geometria di acquisizione, come nel caso di chiome di alberi o aree vegetate).
- Il tempo che intercorre tra le acquisizioni usate per generare l’interferogramma: intervalli temporali lunghi portano a perdite di coerenza, a causa dei cambiamenti a cui è soggetta la scena.
- Baseline elevati: si perde coerenza tanto più quanto ci si avvicina al baseline critico, raggiunto il quale è pressoché impossibile avere coerenza.
In genere i motivi per cui si incorre in una perdita di coerenza sono riassumibili nei cosiddetti fattori di decorrelazione (coerenza e correlazione in questo contesto possono intendersi come sinonimi), e si possono riassumere nella seguente lista:
- Vegetazione: l’evoluzione stagionale, e in genere nel tempo, della vegetazione è sufficiente a determinare una variazione della superficie illuminata dal radar. L’effetto di decorrelazione indotto dalla vegetazione è tanto più evidente quanto è minore la lunghezza d’onda, quindi radar in banda C e soprattutto in banda X ne sono particolarmente colpiti, mentre radar in banda L, avendo lunghezze d’onda superiori, sono meno sensibili al fenomeno.
- Edificazione: le aree soggette a lavori in corso mutano continuamente l’aspetto della superficie del terreno, il problema è comune a qualsiasi tipo di radar SAR.
- Erosione: laddove l’erosione, indotta da fenomeni naturali o meno, è tale da mutare rapidamente la superficie del terreno, si hanno fenomeni di decorrelazione.
- Deformazioni rapide: Frane e terremoti possono portare a rapide variazioni della superficie, cambiandone le caratteristiche di riflettività. Se lo spostamento, tra due acquisizioni successive, supera metà della lunghezza d'onda del segnale, c'è verosimilmente decorrelazione.
Come anticipato all'inizio, la coerenza assume valori da 0 ad 1, ma stabilire quale valore minimo possa portare a risultati attendibili non è facile, in linea di massima si può considerare che valori di coerenza al di sotto di 0.5 sono problematici e possono portare con facilità a stime errate di movimento. Occorre infine sottolineare che la coerenza non può dare informazione sugli effetti atmosferici, ovvero si può avere elevata coerenza anche in presenza di forte disturbo atmosferico.