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Riflettori artificiali

La tecnica PSInSAR™ funziona grazie alla presenza al suolo di un numero sufficiente di capisaldi radar (PS). Nel caso, tuttavia, di assenza di tali bersagli, è possibile installare degli specifici oggetti, noti come riflettori artificiali, che, per caratteristiche costruttive, si comportino da capisaldi radar.
La loro forma e dimensione è studiata per poter fornire una risposta radar ben visibile e stabile nel tempo. Si tratta di manufatti metallici di semplice costruzione e passivi (ovvero non alimentati da corrente elettrica), non richiedono particolare manutenzione e, successivamente al periodo dell'installazione, sono identificabili e monitorabili da satellite tramite radar.
L'installazione dei riflettori artificiali, in un'ottica di prevenzione di medio-lungo periodo, rappresenta una soluzione al monitoraggio di strutture o di aree naturalmente prive di capisaldi radar.

Il processing dei dati funziona esattamente come in tutti gli altri casi.

Le tipologie:

Specchio piano

Specchio Piano

E’ composto da una sola lastra di forma quadrata (lunghezza lato: 120 cm), che ben si adatta ad una collocazione in ambiente urbano, dato il limitato impatto ambientale.

Diedro

Immagine

E’ costituito da due superfici metalliche quadrate (lunghezza lato: 100 cm ca.), disposte a 90 gradi.

Triedro

Immagine

Esistono due tipi di triedro:
triedro triangolare (corner), realizzato combinando tre superfici metalliche che formino una piramide a base triangolare e
triedro rettangolare, costituito da tre lastre di metallo (lunghezza lato: 170 cm ca.) perpendicolari tra loro.
Questa tipologia di riflettori è idonea per installazioni extra-urbane

Strategia di monitoraggio con riflettori artificiali

In termini generali, è possibile suddividere l'esecuzione di un progetto di monitoraggio mediante riflettori artificiali in tre fasi distinte:

  1. definizione dei requisiti minimi per l'analisi;
  2. installazione dei riflettori artificiali;
  3. stima degli spostamenti.

Durante la prima fase devono essere adeguatamente valutati i seguenti parametri:

  • la geometria, o le geometrie, di acquisizione da utilizzare per l'analisi;
  • il numero di oggetti da installare, per garantire una densità di punti di misura sufficiente a coprire l'area di interesse;
  • la tipologia di riflettore da utilizzare;
  • la posizione ove interessa ottenere un punto di misura (verifica della compatibilità con eventuali vincoli ambientali).

Una volta definiti questi parametri, è possibile procedere alla fase successiva di installazione dei riflettori. Solo al termine di questa operazione si potranno effettuare delle stime di spostamento, elaborando le immagini SAR acquisite sull'area.

In linea di principio è possibile fornire un aggiornamento della misura ad ogni nuova acquisizione del satellite (24 giorni per RADARSAT). Il monitoraggio mediante questa tecnica è pur sempre limitato a tutti quei fenomeni che esibiscono una velocità massima di deformazione inferiore a ca. 2 cm al mese.

 

  
 
     
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